Mimmo Criscito uno di noi

Tra un pò apriremo la sezione del blog riguardante l’estero. Infatti dopo la nostra avventura in terra polacca per raccontare il Torneo di calcetto degli Italiani in Polonia, questa volta raccontiamo un’altra storia che vede per protagonisti cinque ragazzi di Castelfidardo in trasferta in Russia. In questo caso non c’entra il calcio giocato ma questa storia fa emergere il lato romantico del calcio, quello fatto di sentimenti, di passioni e..l’arte dell’arrangiarsi tipica degli italiani. Ma andiamo con ordine. Tommaso Galassi, Luca Togni, Marco Serenellini, Alberto Segoni e Francesco Sancesario sono i protagonisti di questa avventura. Cinque ragazzi under 25 che decidono di trascorrere le loro vacanze in tour partito dalle Repubbliche Baltiche, con tappa a San Pietroburgo e conclusione a Mosca. Arrivati nell’ex Leningrado, dopo aver ammirato le bellezze della città, decidono di andare a vedere il nuovo stadio dello Zenit di San Pietroburgo. I protagonisti della vicenda sono appassionati di calcio e spesso, per un italiano amante del pallone, è quasi una tappa obbligatoria fare una “capatina” nello stadio della città straniera che si sta visitando. Lo Zenit gioca in casa contro l’Akhmat Grozny ma c’è un piccolo problema. I biglietti sono quasi andati tutti a ruba e i pochi rimasti hanno prezzi molto alti. Così i nostri eroi sfoderano il classico genio italico nell’arte dell’arrangiarsi. “Sono bastati pochi secondi di riflessione per arrivare alla soluzione più logica – ci racconta Tommaso – per la nostra situazione: scriviamo a Roberto Mancini, neo allenatore dello Zenit. Ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Poteva essere la fine di un sogno, ci stavamo rassegnando all’idea di sostituire la partita con una tristissima crociera notturna tra i canali di San Pietroburgo, quando l’illuminazione è sopraggiunta: Mimmo Criscito gioca lì, ed è pure capitano! Abbiamo così deciso di scrivergli, convinti di ricevere un diniego nel migliore dei casi o essere nuovamente ignorati nel peggiore”. Invece l’epilogo di questa vicenda è del tutto inaspettato. “Nel mondo del calcio, in un mondo dominato da interessi che ne hanno distrutto la parte più romantica, – continua Tommaso – e di cui ad onor del vero lo Zenit è copartecipe, abbiamo trovato un giocatore che si è disturbato nel rispondere ad una nostra richiesta, che si è adoperato per trovarci i biglietti e che a fine partita è venuto ad assicurarsi che ci fossimo divertiti e che la nostra vacanza stesse procedendo nel migliore dei modi. Per questo ci sentiamo di ringraziare Domenico Criscito ed il suo amico Cristiano, per averci regalato un’esperienza magnifica e per averci dimostrato che nel calcio qualche uomo vero è, ancora, presente.” Un epilogo inaspettato, e che fa riflettere, di come il calcio stia perdendo la sua componente romantica fatta di bandiere, di scelte di cuore e quant’altro…ma ogni tanto i 200 milioni e passa per Neymar vengono fatti dimenticare da chi ancora non ha dimenticato cos’è il calcio.”

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