Presentazione Castelfidardo – Alfonsine

“Indegni” una parola pesante come un macigno che sintetizza in maniera cruda l’”ultras” pensiero sulla stagione del Castelfidardo. E con questa parola scritta verde su bianco a caratteri cubitali lungo tutta l’ampiezza della tribunetta a loro riservata, stanno convivendo quotidianamente giocatori e tecnici sin dalla ripresa degli allenamenti in questa settimana cruciale che porta alla partita decisiva con la diretta concorrente Alfonsine. “Indegni” un aggettivo impensabile da rivolgere ai propri giocatori, ai propri allenatori, ai propri dirigenti, quando in sede di presentazione, se ne decantavano le lodi definendo l’organico fidardense da “non ci poniamo limiti”, Ds. Vecchiola “eventus docet”, o da sesto – settimo posto, Mr. De A n g e l i s “ Ipse dixit” . Quanto sono lontane queste affermazioni, lontane nel tempo ma soprattutto lontane dalla realtà. Una realtà che oggi dice: imperativo vincere perché soltanto tre punti possono ancora alimentare speranze non più di salvezza diretta ma di mera possibilità di disputare i play out che sanciranno la permanenza o meno in questo campionato nazionale. La speranza è che giocatori e tecnici abbiano ben compreso il significato di tale parola e che in campo diano più delle loro attuali possibilità e che si raggiunga l’unico obiettivo possibile rimasto. Soltanto così potranno riscattare almeno in parte una stagione a dir poco fallimentare. Qualsiasi altro risultato IMG_2480-small-12aprirà l’inevitabile baratro della retrocessione ai campionati regionali e scenari tutti da definire in ambito societario perché “scendere dal carro dei perdenti è altrettanto facile come salire su quello dei vincitori”. Un’ipotesi che al momento non è da affrontare: “finché la matematica non ci condanna, finchè c’è vita….c’è speranza e la speranza è l’ultima a morire!”. I tifosi sperano che Mr. Bolzan abbia lavorato in tal senso nella mente più che nelle gambe dei suoi e sia riuscito a cancellare le scorie di negatività sicuramente lasciate dalla rocambolesca sconfitta di Agnone. La parola come sempre al campo.

Sergio Pierpaoli.

 

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